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Il circolo del Partito Democratico di Rivalta sul Mincio, nel comune di Rodigo (MN)


27 aprile 2010
Analisi delle elezioni regionali 2010 a Rodigo

ANALISI ELEZIONI REGIONALI 2010 A RODIGO

PREMESSA

In questo scritto si confronteranno i risultati delle elezioni europee nel comune di Rodigo con le attuali regionali avvenute nel 2010. Il dato di partenza sono i dati ufficiali pubblicati sul sito del comune di Rodigo.

I dati riferiti ai singoli partiti non danno la forza reale in quanto una forte aliquota di elettori ha votato solo il presidente; né i voti all'aspirante presidente danno idea della forza del singolo partito, anche se fotograno la forza di schieramenti più ampi. Per avere la forza dei singoli partiti è necessaria una rielaborazione dei dati.

L'elaborazione dei dati si fonda su questi principi:

  • l'elaborazione dei dati è fornita per singola sezione elettorale

  • I voti del candidato presidente sono stati redistribuiti in percentuale in base a rigorosi criteri logici e matematici.

  • Le liste di estrema sinistra e destra sono state trattate come singole liste.

  • La lista “socialista” delle europee è compresa nelle miste di sinistra

Inoltre c'è stato un forte calo di votanti in queste elezioni rispetto alle europee; 18,01% in percentuale e 784 elettori in termini assoluti.


ANALISI DEL VOTO E CONFRONTO CON LE EUROPEE

I risultati elaborati sono esposti nell'allegato; verranno commentati i risultati del confronto con le elezioni europee per raggruppamento. (vedi tabella n° 1 e 2)

Il risultato dell'Udc di Casini è del 1,12 inferiore rispetto alle elezioni europee; probabilmente a causa di simpatie destrorse di parte del suo elettorato valutate in un 15-20%. Questa lista è compresa nel centrodestra.

Il Pd è in netta ripresa, rispetto alle europee, del 2,53% anche tenendo conto dell'apporto dei radicali; sembrerebbe un risultato in sintonia con altre località.

La lega ha continuato la sua progressione del 0,84%; nelle elezioni europee sono state conteggiati i voti di leghe affini. Il progresso avviene sostanzialmente a spese del Pdl.

Il Pdl ha ceduto il 2,84%; ai voti del Pdl alle europee sono state aggiunte alcune liste minori affini per rendere omogeneo il confronto con le elezioni regionali.

L'Idv è praticamente invariata.

Le liste di sinistra comprendono anche la nuova lista di Grillo; rispetto alle elezioni europee sono progrediti di 0,83 punti soprattutto per il successo della lista di Grillo. Probabilmente questa lista ha sottratto voti a Idv, che ha recuperato in altri settori. Le liste di estrema destra arretrate leggermente.

E chiaro che una diminuzione di 784 votanti e del 18,01%, rispetto alle elezioni europee, ha influito sui risultati. Matematicamente purtroppo non è possibile distinguere tra scarsa partecipazione e maggior consenso. A tale proposito si osservi il diagramma n° 3 che mette in relazione i voti del centrosinistra con l'affluenza alle urne delle votazioni regionali; fondamentalmente si vede che al maggior consenso corrisponde una maggiore affluenza. La tabella successiva evidenzia le singole liste in relazione all'assenteismo elettorale, una alta percentuale significa un alto assenteismo di quella lista, una bassa percentuale significa un'alta fedeltà dell'elettorato; i dati negativi significano un aumento locale dei voti. Rimanendo nel campo del centrosinistra le miste di sinistra ed Idv hanno l'elettorato più fedele. Significativa anche la fedeltà dell'elettorato dell'Udc mentre la Lega nord e Pd hanno un comportamento medio. Infedele l'elettorato del Pdl. Non so se questo sia un bene o sia un male, però in democrazia gli assenti hanno sempre torto.

Rodigo, 15-05-2010

ALLEGATO


Tabella 1
Regionali 2010
Valori calcolatiUDCPd+Radic.PdlLegaIdv Altri di sxAltre dx

%%%%%%%
Sezione n 16.1528.2824.3829.334.645.791.45
Sezione n 24.9928.6424.5931.084.953.652.11
Sezione n 34.9931.0025.8421.027.179.260.71
Sezione n 44.1132.5826.4822.036.626.671.52
Sezione n 57.5926.7826.4323.298.705.871.33
Totale comunale5.6129.4125.5325.426.416.281.41








Europee-1.192.53-2.190.84-0.010.93-0.15


Tabella 2
 Riassunto regionali 2010

Centro sxCentro dxVotanti
Sezione n 138.7061.3060.23
Sezione n 237.2462.7655.46
Sezione n 347.4352.5764.66
Sezione n 445.8654.1467.00
Sezione n 541.3658.6464.00
Totale comunale42.0757.9361.94

Decremento votanti
Votanti n-784
Votanti %-18.01


Diagramma 3


Tabella 3
Differenza percentuale voti per lista tra elezioni europee e regionali
Valori calcolatiLega nordPdlUdcIdvPd+ radicMix di sinist.Mix di destra








Sezione n 123.3633.6412.152.819.635.612.8
Sezione n 224.7536.638.913.4722.285.45-1.49
Sezione n 310.5343.6114.2920.312.78-6.775.26
Sezione n 422.5830.1113.981.0818.289.684.3
Sezione n 516.8333.6610.893.9614.8511.887.92
Totale19.9736.1611.646.618.084.562.99


2 aprile 2010
DL "Salva liste", l'ultima invenzione di questo Governo
Nei giorni scorsi abbiamo assistito al dibattito politico scatenatosi all'indomani dell'esclusione delle liste del PDL in Lombardia e Lazio. Questa discussione ha prodotto diverse prese di posizione, in particolare da parte del Governo e del Presidente del Consiglio: la maggioranza ha subito pensato ad un provvedimento che potesse sistemare la questione. A causa di qualche centinaio di firme raccolte in maniera non corretta e dell'inadeguatezza di alcuni esponenti politici ?, ci siamo ritrovati una norma che stravolge le regole che riguardano la presentazione delle liste elettorali in un sistema democratico. Regole che vengono modificate senza porsi troppi problemi, con il solo fine di presentare a tutti i costi le liste legate al PDL, senza alcuna ammissione di colpa e senza chiedere o volersi confrontare con le altre forze politiche per identificare la soluzione maggiormente condivisa. Invece, come spesso capita, si è deciso di procedere forzatamente con un decreto che potesse essere immediatamente applicabile. Tale decreto è stato varato dal Consiglio dei Ministri convocato in via straordinaria, che si giustifica teoricamente da motivi d'urgenza,  ma in realtà non si è parlato di problemi gravi come la disoccupazione o del rilevante incremento nell'utilizzo della CIG. Tutto ciò ha generato una forte preoccupazione in tutti coloro che vedono nel rispetto delle regole, il primo principio per garantire una vita democratica al nostro paese. Non è un caso se abbiamo avuto, negli ultimi giorni, diverse manifestazioni, se molti giornali stranieri hanno parlato di questa anomalia tipicamente italiana, se esponenti di diversi partiti (anche della maggioranza) hanno parlato di un problema dovuto esclusivamente alla disattenzione di alcune persone. Naturalmente, il problema principale che si evince dagli ultimi avvenimenti è la superbia della maggioranza che ad un proprio errore, rimedia cambiando le regole a competizione già avviata e proseguendo nell'iter di leggi ad hoc create esclusivamente su misura per il Governo. Tutto ciò comporta di conseguenza una perdita di credibilità per il Paese e, soprattutto, una crescente sfiducia verso le istituzioni da parte dei cittadini e delle nuove generazioni. Non meno importante risulta il pronunciamento del TAR del Lazio in seguito al DL “Salva liste”: il tribunale amministrativo ha ritenuto che il decreto fosse inapplicabile poiché la materia viene regolata dalle regioni, dimostrando ancora una volta che il Governo modifica norme che nemmeno conosce.
Non sappiamo ancora quali liste troveremo sulla scheda elettorale il 28 e 29 marzo, ma di certo sappiamo che il Partito Democratico non ha mai adottato una politica simile a quella del centro-destra, soprattutto in temi così delicati, cercando sempre la convergenza tra le varie forze politiche e non lo stravolgimento delle norme per il semplice vantaggio del partito. Per questi motivi, noi Giovani Democratici di Mantova esprimiamo tutto il nostro dissenso verso i provvedimenti dell'attuale Governo, che ci offendono in qualità di italiani e cittadini di uno stato democratico (che si tale ma forse non lo è più) ed intendiamo batterci affinché il PD possa vincere alle prossime elezioni e Penati possa diventare il nostro nuovo Presidente.   

Marco D'Annibale
Giovani Democratici di Mantova

18 marzo 2010
Proposta di Ordine del Giorno per Villa Carpaneda a Rodigo
Rodigo, 6 marzo 2010

Al SINDACO
del Comune di Rodigo
Ing. Gianni Chizzoni

E p.c.
Ai Colleghi
Consiglieri Comunali

Sede

Premessa

In data 5 settembre 2009, dopo circa quattro mesi dal Commissariamento dell’Azienda Villa Carpaneda, il Gruppo Consiliare Aria Pulita richiedeva la convocazione di un Consiglio Comunale aperto per trattare il tema “Situazione Villa Carpaneda”.

In data 18 settembre 2009, seguiva convocazione del Consiglio Comunale in forma aperta con la partecipazione del Commissario Straordinario di Villa Carpaneda, Avv. Leonardo Salvemini.

Oggi, a distanza di sei mesi, potrebbe essere riproposta analoga iniziativa utilizzando le medesime argomentazioni della richiesta avanzata in precedenza e che si vogliono di seguito richiamare per doverosa memoria:

  • l’Ente permane commissariato;

  • ancora non risulta essere stata operata una compiuta chiarificazione circa il contratto d’appalto, seppur inciso da numerosi rilievi da parte della Commissione Regionale di Controllo sulle ASP (e più recentemente dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici);

  • l’attività cantieristica per la realizzazione della nuova struttura -sospesa pressoché ininterrottamente dall’ottobre del 2008- risulta a tutt’oggi interrotta;

  • in merito si rende necessario assicurare una corretta e completa informazione della collettività trattandosi di argomento di forte e spiccato interesse generale le cui scelte avranno conseguenze di grande impatto sul destino di questa fondamentale struttura e dei servizi dalla stessa offerti all’utenza, sul futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti e quindi sugli interessi generali della comunità;

  • trattasi, pertanto, di questioni di notevole rilevanza, che potrebbero influenzare in maniera irreversibile il nostro Comune e la situazione economica locale ed occupazionale.

Per di più, ad oggi:

  1. l’incarico del Commissario è stato prorogato di ulteriori sei mesi e per effetto della modifica introdotta alla L.R. 1/2003 (norma di riordino delle ex Ipab) dalla piùrecente L.R. 7/2010 -Collegato Ordinamentale-(1) l’incarico del Commissario in carica potrà perdurare ulteriormente in considerazione del “caso eccezionale e complesso” rappresentato dalla situazione in cui versa l’Azienda rodighese.

  2. non si ha alcuna notizia ufficiale di alcun provvedimento adottato in merito al contratto di appalto, né tanto meno di avvio di “un procedimento di riesame inteso a valutare la possibilità di adozione di un provvedimento di autotutela, nel senso di rivalutazione degli indirizzi assunti” così come richiesto dall’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con deliberazione n. 73 del 10 settembre 2009;

  3. la proroga concessa rispetto agli adeguamenti strutturali per il mantenimento dell’accreditamento viene via via consumata senza che il Piano Programma di adeguamento veda effettivi stati di avanzamento: il cantiere per la realizzazione della nuova costruzione è e resta fermo, e gli stabili attualmente dedicati alle degenze non sono stati fatti oggetto di interventi manutentivi se non minimali;

  4. sulla vicenda anziché garantire quella necessaria e trasparente informazione della nostra collettività sembra imporsi l’imperativo “meno se ne parla meglio è”.

È incontrovertibile che della situazione di Villa Carpaneda, questa maggioranza non ha mai attivato su propria iniziativa alcuna forma di informazione compiuta neppure del Consiglio Comunale.

Quando abbiamo affrontato questa tematica, lo abbiamo fatto su iniziativa dei gruppi di minoranza:

  • seduta del 18 settembre 2009 su richiesta del gruppo “Aria Pulita”;

  • seduta del 28 settembre 2009 su richiesta presentata dal gruppo “Insieme”;

  • seduta del 30 novembre 2009 per discutere della mozione presentata dal gruppo Insieme relativa all’istituzione di una Commissione consigliare permanente per “Villa Carpaneda”.

Che dire poi del fatto che rispetto alla seduta dedicata al Consiglio Comunale aperto -18/09/2009- presente il Commissario Salvemini e rappresentanze dei lavoratori e dell’appaltatore, non solo non rimanga traccia di alcuna forma di verbalizzazione, ma addirittura il relativo O.d.G. non viene riportato tra le convocazioni pubblicate sul sito web del Comune. È pura dimenticanza o se ne vogliono perdere le tracce? Eppure, in quella seduta, il Commissario Straordinario aveva data per ormai prossima la definizione di una soluzione per la complicata situazione dell’Azienda. Una soluzione che sembra non prospettarsi affatto all’orizzonte, e ciò è fonte inequivocabile di ansie e di preoccupazioni, dell’utenza (ospiti della struttura e loro famiglie) da una parte, degli operatori coinvolti (e loro famiglie) dall’altra.

Non è dato, inoltre, di conoscere se siano state recepite le osservazioni formulate dai vari enti di controllo intervenuti nella vicenda, ivi comprese quelle della Commissione in indirizzo che hanno costituito il presupposto dell’azzeramento dell’Amministrazione di Villa Carpaneda.

  1. anche della recente conferenza di servizi promossa da parte di Regione Lombardia per la ricerca di una soluzione non è dato sapere in via ufficiale, non essendo stato reso disponibile il relativo verbale della seduta, contenuti e determinazioni assunte da parte dei diversi rappresentanti istituzionali convenuti. Al riguardo si ritiene che su tali occasioni di confronto ufficiale tra gli enti interessati si imponga una sollecita ed esauriente informativa quanto meno rivolta ai capigruppo consiliari.


TUTTO CIÒ PREMESSO

Ritenuto indifferibile assumere precisi impegni come Comune in ordine alla salvaguardia di questa fondamentale istituzione, dei servizi socio sanitari presenti nonchè dei livelli occupazionali e del patrimonio di risorse professionali ivi impegnate;

ritenuto altresì importante che il Comune dia un segnale forte e condiviso al Commissario Straordinario per le decisioni che è chiamato ad assumere ed alla Regione Lombardia per il suo ruolo e per le sue competenze in ambito socio sanitario;

si richiede l’inserimento all’O.d.G. della prima seduta utile del Consiglio Comunale di apposito punto per la discussione e conseguente votazione dell’allegato Ordine del Giorno invitando a trasmetterne copia a seguito dell’auspicata unanime approvazione ai seguenti soggetti interessati:

  • Assessore Regionale alla Famiglia e Solidarietà Sociale

  • Consiglieri Regionali mantovani

  • Presidente della Provincia di Mantova

  • Consiglieri della Provincia di Mantova

  • Sindaci dei Comuni Fondatori (Bagnolo San Vito – Borgoforte – Castellucchio – Casaloldo – Curtatone – Gazoldo degli Ippoliti – Marmirolo – Piubega – Porto Mantovano – Redondesco – San Giorgio di Mantova – Virgilio)

  • Organizzazioni Sindacali Provinciali di Categoria (CGIL FP – CISL FPS – UIL FPL)

  • Componenti della R.S.U. aziendale di Villa Carpaneda

Confidando nell’attenzione che vorrà riservare alla presente richiesta e nel positivo accoglimento dell’iniziativa da parte dell’intero Consiglio Comunale, porgo distinti saluti

Gruppo consiliare
ARIA PULITA
Valter Bissoli




ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio Comunale di Rodigo, a seguito di ampia discussione, in relazione alla situazione dell’Azienda di Servizi alla Persona Villa Carpaneda ha espresso all’unanimità la seguente posizione:

  • RIAFFERMA quale obiettivo primario la salvaguardia del complesso degli accreditamenti detenuti dall’Azienda relativi nello specifico alla Residenza Sanitaria Assistenziale (Rsa) oltre che alle altre unità di offerta in gestione (Hospice, Centro Diurno Integrato e Riabilitazione): patrimonio di offerta differenziata di servizi socio sanitari ad elevata integrazione socio-sanitaria che fanno dell’Azienda rodighese una delle più articolate ed avanzate strutture presenti sul territorio della provincia di Mantova;

  • RIBADISCE contestualmente l’obiettivo correlato di porre in essere tutte le azioni utili e necessarie ad assicurare la continuità dell’Azienda e gli livelli occupazionali: rimodulazioni in riduzione degli accreditamenti e dei posti di lavoro avrebbero una grave ricaduta sul tessuto sociale, economico e produttivo del Comune e del bacino territoriale di riferimento dell’azienda, senza contare le ripercussioni negative in termini di dispersione dell’altrettanto grande patrimonio rappresentato dalla specializzazione dei servizi e delle professioni sanitarie ed assistenziali;

  • CONFERMA la validità della scelta della forma giuridica pubblica dell’Azienda, sia per le peculiarità originarie dell’ente che per il livello di specializzazione raggiunto e da sempre perseguito, che ne fanno un presidio unico ed irripetibile sul territorio provinciale;

  • INVITA il Commissario Straordinario, in piena conformità al mandato affidatogli dalla Regione, ad adottare tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione che consentano di ristabilire il ritorno alla regolarità amministrativa dell’Ente, la ripresa dei lavori per la realizzazione della nuova struttura e una piena e definitiva chiarificazione sulla gestione del contratto di appalto relativo al global service;

  • INVITA, per questo, i Comuni Fondatori a recuperare l’originario spirito solidale che consentì la costituzione ed attivazione dell’istituzione rodighese, valutando la possibilità di sostenere oggi con analoga spinta ipotesi di forme di garanzia che possano consentire il reperimento di risorse utili e necessarie a risolvere la complessa situazione in cui versa la stessa Azienda;

  • ESTENDE l’invito all’Amministrazione Provinciale di Mantova ad adoperarsi per sostenere congiuntamente con gli enti interessati le prerogative dell’Azienda, assumendo le iniziative ritenute più opportune;

  • INVITA la Regione Lombardia, ad assicurare ogni forma di sostegno -ivi compresa la sopra cennata possibilità di assumere forme di garanzia in favore dell’azienda-, di incentivo e di tutela finalizzati a preservare e ad ulteriormente sviluppare questa istituzione di fondamentale importanza per la ultracentenaria capacità di risposta messa in campo al servizio del territorio e dei sempre più complessi bisogni di assistenza da questo espressi;

  • ESORTA, altresì, la Regione, e per essa ai Consiglieri Regionali mantovani, a farsi carico della questione nel suo complesso attivando un tavolo permanente di consultazione e di intervento fino alla piena chiarificazione e conseguente soluzione delle problematiche scaturite dalla gestione dell’appalto per la realizzazione della nuova struttura con contestuale affidamento della gestione del global service;

  • IMPEGNA il Sindaco a farsi parte attiva rispetto agli impegni sopra richiamati sollecitando tutte le parti interessate ad assumere le conseguenti azioni.


(1)  L.R. 5 febbraio 2010 – N. 7 Interventi normativi per l’attuazione della programmazione regionale e di modifica ed integrazione di disposizioni legislative - Collegato Ordinamentale 2010

Art. 18 (Modifiche all’art. 15 della legge regionale 13 febbraio 2003, n. 1 (“Riordino delle Istituzioni Pubbliche di assistenza e beneficenza operanti in Lombardia”)

  1. Alla legge regionale 13 febbraio 2003, n. 1 (“Riordino delle Istituzioni Pubbliche di assistenza e beneficenza operanti in Lombardia”) è apportata la seguente modifica:

    • al comma 6 dell’articolo 15, dopo la frase “rinnovabili una sola volta” è aggiunta la frase “, salvo casi eccezionali e complessi debitamente documentati dal commissario in carica”.


16 marzo 2010
Emergenze Ambientali nel Comune di Rodigo

AL SINDACO DI RODIGO ING. GIANNI CHIZZONI,
ALLA GIUNTA COMUNALE DI RODIGO,
AI COLLEGHI CONSIGLIERI COMUNALI DI RODIGO.

Desidero con questa mia iniziativa, sollecitare l’attenzione di tutti rispetto a temi che considero centrali e prioritari nell’azione di governo della nostra comunità.

Difesa della salute – Salvaguardia dell’ambiente – Tutela e preservazione dell’aria dell’acqua e del suolo.

Osservo con crescente preoccupazione, talvolta con vero allarme, che il nostro territorio comunale è sempre più coinvolto in pratiche ed in attività sicuramente impattanti su aria, acqua e suolo.

Pratiche ed attività su cui ritengo legittimo e doveroso porre il problema della Sostenibilità Ambientale nonché esercitare il massimo controllo di legittimità e sollecitare la più alta vigilanza da parte delle Pubbliche Amministrazioni interessate per competenza, (dal Sindaco in primo luogo) e da parte dei cittadini tutti.

Dopo questo breve preambolo inquadrativo, senza pensare di esaurire tutte le questioni esistenti, passo ad elencare alcune situazioni che considero critiche e che, in alcuni casi, rappresentano delle reali Emergenze Ambientali.


  1
Spandimenti sul terreno agricolo di liquami derivanti da deiezioni animali dei numerosi allevamenti e di liquami digestati provenienti da due grandi impianti di cogenerazione di energia elettrica da biogas (Mantova Agricoltura e Rivalta Energia).
Il territorio comunale di Rodigo, già storicamente gravato da una massiccia presenza di allevamenti zootecnici con prevalenza del comparto suinicolo, negli ultimi anni ha visto nascere due impianti di biogas di notevoli proporzioni con relativo, massiccio incremento delle quantità di reflui da smaltire.

Al Sindaco e alla Giunta Comunale,
  CHIEDO:
  A – Esiste una qualsiasi forma di controllo o almeno una puntuale informazione sulle quantità di liquami e di digestati che vengono smaltite sul nostro territorio comunale?
  B – Non ritenete necessario ed urgente ottenere dalle società Mantova Agricoltura e Rivalta Energia una dettagliata informativa giornaliera (o al massimo settimanale) con specificate le quantità in entrata e le quantità in uscita dai relativi impianti?
  C
– Per le quantità in uscita, non si ritiene altrettanto necessario conoscere modalità e luoghi di smaltimento?
  D – Gli spandimenti delle deiezioni derivanti dagli allevamenti zootecnici sono sottoposti a qualche momento di verifica?, esiste qualche forma di controllo pubblico?, il rispetto del corretto rapporto tra N° di capi allevati e superfici di spandimento disponibili, da chi viene verificato?
  E – Questa Amministrazione Comunale ritiene utile (o forse necessario) predisporre studi ed analisi finalizzati a definire i reali limiti di compatibilità dei terreni con le pratiche di smaltimento suddette? In relazione alle caratteristiche geo-morfologiche dei suoli, della loro diversa stratigrafia, della natura e composizione d'impasto dei terreni, è possibile elaborare dei piani di smaltimento (comunali) che tengano conto in modo mirato delle reali compatibilità ambientali. Non siamo all’anno zero, allo scopo si può partire dalla Carta Pedologica dei Suoli che è disponibile da anni e che fornisce già molti dati e molte delle informazioni necessarie.


  2 – Spargimento e Interramento su terreni agricoli di cosiddetti “ammendanti” e prodotti diversi.
Osservo con crescente preoccupazione e (lo confesso), con qualche sospetto, il diffondersi nel nostro territorio di pratiche che consistono nel ricoprire i campi con materiali di diverse provenienze, materiali che vengono successivamente interrati con arature profonde, (qualche volta anche sotterrati).
La voce “Ammendanti” è un’accattivante coperta sotto la quale si affollano confusamente tante sostanze composite che non sono nè carne nè pesce, nè rifiuti nè inerti, nè concime nè terra. Sono in genere prodotti di risulta di processi di compostaggio o di altro trattamento di rifiuti, sono “Compost” poveri di potere fertilizzante e ricchi di scorie improprie (soprattutto frammenti di plastica). Sono “Gessi di defecazione”, sono scarti di lavorazioni varie, sono e possono essere molte cose di difficile identificazione.
Queste pratiche di spargimento e interramento, vengono presentate come pratiche agricole finalizzate all’arricchimento dei terreni interessati tramite l’apporto di sostanze ammendanti, tuttavia somigliano molto a pratiche finalizzate in realtà ad un vero e proprio smaltimento di materiali che qualcuno non sa più dove mettere.

Al Sindaco e alla Giunta
  CHIEDO quali misure di controllo intendano adottare al fine di scongiurare possibili episodi di inquinamento e possibili interramenti di materiali impropri o pericolosi.

E' appena il caso di ricordare che materie plastiche e prodotti di sintesi in genere, presentano una biodegradabilità tendente a zero e pertanto resteranno nel terreno dove noi li spargiamo, per omnia saecula saeculorum.


  3 – Stoccaggio e Lavorazione su Suolo Agricolo di Scorie Industriali non trattate provenienti da processi di lavorazione a caldo di aziende siderurgiche, acciaierie, fonderie e similari.
Sui terreni circostanti la sede della società “Mantova Agricoltura”, negli ultimi mesi sono stati stoccati quantitativi imponenti di materiali apparentemente inerti realizzando delle vere e proprie colline artificiali che contribuiscono non poco alla distruzione del paesaggio e al complessivo, deplorevole stato di degrado in cui versa oggi la zona di via Malpensa a Fossato.
Al di là e ben oltre la devastazione del paesaggio rurale, preoccupa vivamente l’apprendere che queste nere colline non sono costituite da semplici materiali inerti, ma bensi sono montagne di “Scorie Industriali non trattate”. Veri e propri Rifiuti con tanto di classificazione e relativo codice CER.

Al Sindaco e alla Giunta
  CHIEDO:
 
ACorrisponde al vero che i materiali stoccati dalla società “Mantova Agricoltura”, sui terreni adiacenti via Malpensa a Fossato, o frazioni significative degli stessi, non sono definibili come “inerti?
  B – Corrisponde a verità che trattasi di Scorie non trattate provenienti da processi industriali del settore siderurgico, che sono materiali classificati come Rifiuti a cui è stato attribuito un codice CER.?
  C – Quali processi di trasformazione subiscono o quali lavorazioni vengono eseguiti con queste Scorie?
  D – Quando e in che modo l’Amministrazione Comunale di Rodigo è stata informata di queste attività?
  E – Sono state richieste ed eventualmente rilasciate le autorizzazioni necessarie?
  F – Osservo che lo stoccaggio di questi materiali avviene per semplice accumulo su terreno agricolo senza alcuna precauzione atta ad evitare fenomeni di percolamento e dilavamento che potrebbero provocare concentrazione di eventuali inquinanti nel suolo o nella falda soggiacente. Trattandosi di Rifiuti, è verificato che lo stoccaggio avvenga in sicurezza, che siano rispettate le norme e i protocolli che la legge prevede?
  G - L’Amministrazione Comunale conosce la natura, la composizione chimica e l’eventuale carico inquinante di queste Scorie?
  H – Lo strumento urbanistico vigente (PRG) individua i terreni adibiti allo stoccaggio di questi materiali come “Ambiti Agricoli”. E’ ammissibile in questi ambiti l’utilizzo che si sta facendo? Chi sono i proprietari di questi terreni? Hanno richiesto (ed eventualmente ottenuto) autorizzazione per queste attività?


Abbiamo tutti la responsabilità di ciò che lasceremo in eredità alle future generazioni e, questa responsabilità è tanto maggiore quando si tratta di temi ambientali.

Ho ritenuto utile sollecitare l’attenzione del Sindaco e dell’intero Consiglio Comunale su alcune delle Emergenze Ambientali più significative e più attuali che interessano il nostro territorio, l’habitat della nostra comunità di oggi e di domani.

  CHIEDO al Sindaco e alla Giunta la cortesia di inserire questi temi di discussione nell'Ordine del Giorno del prossimo Consiglio Comunale e di fornire in quella sede, se lo ritengono, le risposte alle questioni sollevate.

Grazie a tutti per la cortese attenzione.

Valter Bissoli

Gruppo Consigliare “Aria Pulita


15 marzo 2010
La bonifica della zona industriale di Mantova

Sembra che sia ricominciata la storia infinita della bonifica della zona industriale da ultimo con un nuovo ricorso al TAR da parte dell’Enipower, contro le prescrizioni ministeriali e non so quant'altro. Sono convinto che la tanto dibattuta bonifica non la si farà mai, o la si farà fra cento anni: questo per due ragioni: la prima (più importante) perché i soldi non ci sono se non in piccolissima parte rispetto ai costi (…500-600 milioni ?…il doppio di quelli spesi per i due G8 ?); la seconda perché i privati faranno di tutto per non cacciare un Euro. Sono poi convinto che sepolto sotto l’area interessata (e anche fuori), vi sia di tutto e di più e che gli idrocarburi galleggianti sulla falda (surnatanti) rappresentino solo una parte, anche se rilevante, delle fonti inquinanti e che, pertanto, la eliminazione degli stessi non risolverà alla radice il problema. Ormai sono quasi tre anni  che  sostengo pubblicamente che  per mettere in sicurezza (da subito), le acque del lago Inferiore a della Vallazza, è indispensabile costruire un marginamento mediante una barriera fisica idraulica (doppia palancolata) di circa 4,5 chilometri che da Valdaro arrivi a monte della IES (includendo la riattivabile conca di Diga Masetti), opera che impedirebbe (ripeto: da subito ….. la bonifica verrà poi, se verrà) ogni commistione di acque di falda con quella della Vallazza. Detta opera, essendo sotterranea e quindi invisibile, non rapprenderebbe alcun impatto paesaggistico-ambientale. Avevo anche indicato dove trovare  i soldi per costruire detta barriera: i fondi destinati alla conca di Valdaro (…purtroppo già definitivamente appaltata), opera, questa, inutile per le ragioni che da tempo ho indicato in altri miei interventi sulla Gazzetta di Mantova e che gli addetti ai lavori (….tranne L’Ing. Anzio Negrini) hanno accuratamente evitato di contestare. 
 

Giovanni Marinelli

Ex-funzionario del Magistrato Per il Po (ora AIPO)


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